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La moglie di Martin Guerre

La moglie di Martin Guerre

Janet Lewis

Racconti edizioni

128 p., brossura

traduzione di Eva Allione

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Come ti comporteresti se tuo marito tornasse a casa dopo otto anni talmente cambiato da non sembrare più lui? Questa è la storia di come ha reagito Bertrande.

Bertrande ha poco più di undici anni quando scopre di dover prestare fedeltà a quel bambino, suo marito, che le dorme accanto nel letto di nozze. È un matrimonio il loro che sigilla un patto da tempo agognato fra le due principali famiglie di Artigues, un paesino al confine spagnolo che pare arroccato alle vecchie gerarchie feudali e cattoliche più di quanto non lo sia alle alture dei Pirenei. Eppure nel sangue di quel bambino, in opposizione all’integerrima legge del padre, ribolle qualcosa di simile a un principio d’indipendenza. Per una banale disputa, a pochi anni dal matrimonio, Martin Guerre fugge di casa promettendo alla moglie di far ritorno a breve, quando le ire del vecchio reggente avranno avuto tempo di placarsi. Quel tempo, però, finirà per scorrere inesorabile per la sola Bertrande. Il vecchio morirà, i mesi si tramuteranno in anni, e la vedova bianca allevierà le proprie pene dedicandosi a un figlio creduto ormai orfano di suo padre. Finché un bel giorno, otto anni dopo e senza preavviso, il fantasma di Martin riappare all’uscio – trasfigurato dal mondo e dalle guerre che attanagliano l’Europa, più gentile, affabile, migliore. Ma lo sconosciuto che tutti chiamano Martin Guerre è davvero suo marito?

La convivenza con il terribile dubbio e il timor sacro di aver peccato con un altro uomo spingeranno Bertrande a sfidare le convenzioni e il ruolo che la società le ha assegnato. Una presa di coscienza sussurrata e infine urlata che darà luogo a quel processo da cui Janet Lewis plasmerà la sua opera più celebrata, una novella, in cui convivono stile neoclassico e problemi dal retrogusto kafkiano.
Un romanzo breve e storico insieme – come ci spiega Kevin Haworth nella sua chirurgica postfazione – capace di «porre domande moderne sull’identità e l’appartenenza, sui ruoli di genere, e sulla capacità d’azione dell’individuo all’interno di un sistema inflessibile».

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