La generazione che non perdona
La generazione che non perdona
Stefano Terra
Cliquot
227 p., brossura
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Nel 1939, quando la valanga bellica è ormai sul punto di rovesciarsi sull’umanità, in una Torino dove «si sfila come pagliacci la domenica» (ma il resto della settimana è un grigio scenario di case popolari, tristi fabbriche e interi quartieri di baracche di latta alla periferia) cinque giovani intellettuali comprendono che la lotta sta per farsi ancor più disperata, e proprio per questo ancor più necessaria. Insieme, decidono di progettare un Grande colpo che possa risvegliare le coscienze e spingere i cuori assopiti all’azione.
Uscito per la prima volta nel 1942 in terra d’esilio al Cairo, La generazione che non perdona (poi ripubblicato nell’immediato Dopoguerra da Einaudi con il titolo Rancore) è un libro sull’essere umano, prima ancora che sugli ideali; un romanzo, come ebbe a scrivere Italo Calvino, che fa sentire in bocca «l’aspro, sanguigno, terroso, lacrimoso sapore della vita», nel tempo incerto – esattamente come quello di oggi – delle grandi guerre incipienti, delle crisi economiche, delle relazioni fragili e delle identità in bilico, dove però esiste ancora qualcuno intimamente lacerato dal bisogno feroce di verità.
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