BABABA
BABABA
Emily Mignanelli
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Bababa è uno strumento pedagogico prezioso che sostiene il diritto di ogni bambino e bambina a riappropriarsi della sua storia di concepimento, gestazione e nascita. E offrire a tutti gli educatori uno spazio protetto in cui portare a manifestazione questo diritto. Da vivere in famiglia e a scuola, perché la narrazione come gesto che cura diventi abitudine e nido in cui crescere.
Se un bambino oggi vi chiedesse: “Come nascono i bambini? Da dove vengo? Come sono arrivato qui?”
sei sicurə che sapresti rispondere?
Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito a una crescita esponenziale di percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Percorsi che, nella maggior parte dei casi, non vengono raccontati ai bambini per varie ragioni.
- Per mancanza di un linguaggio specifico e di una cultura di riferimento
- Per la difficoltà emotiva di ritornare a un vissuto faticoso per la famiglia e di trovare le parole per raccontarlo
- Per l’incertezza di trovare accoglienza della propria storia da parte del mondo “là fuori”.
Dietro al gioco, una rivoluzione culturale
La ricchezza di Bababa si cela nei suoi benefici indiretti. Ecco perché è pensato per tutte le bambine e i bambini, nati con PMA e non.
- Bababa mostra, infatti, che i modi per nascere sono davvero tanti e che il mondo ha orecchie grandi per ascoltare e cuore grande per accogliere tutti i vissuti.
- Bababa introduce un linguaggio specifico per nominare gli eventi, senza timore che i bambini non sappiano capire.
Per tutti questi motivi, Bababa può essere utilizzato in famiglia, ma può trovare casa anche nelle ludoteche scolastiche. Senza dargli maggior rilievo rispetto ad un puzzle o a una scacchiera. Perché il cambiamento più profondo si agisce così: tra le mani dei bambini, nei gesti ordinari della vita quotidiana.
Come funziona Bababa
Giocare a Bababa è molto semplice perché mette insieme il memory e il gioco dell’oca. Lo scopo diretto del gioco è quello di riuscire nella propria procreazione, equipaggiare un embrione affinché possa partire per il viaggio della gravidanza e, finalmente, nascere.
La scatola contiene diversi elementi:
- Tabellone di gioco
- Carte Bababa – Personaggi, Aiutanti e Bugie
- Carte Sorpresa
- Casette
- Plancia di gioco
- Pedine “Feti-Fagiolini”
- Gettoni Bebè
- Dado
- Libretto con istruzioni
La storia di un bambino inizia da un desiderio d'amore…Nella prima parte del gioco ogni giocatore sceglie una casetta, che simboleggia un tipo di concepimento.
Può scegliere quello che lo riguarda in prima persona, per ricreare la sua storia, oppure orientarsi su una storia diversa con cui empatizza.
L’obiettivo di questa fase è completare l’equipaggiamento dell’embrione il prima possibile, trovando gli elementi mancanti specifici, attraverso le carte del memory.Cicogne e cavoli vengono presentati come carte-ostacolo, a simboleggiare che tutto ciò che allontana dalla verità è d’intralcio alla rielaborazione del vissuto personale.
Una volta completato il concepimento, è possibile iniziare la fase successiva.…e poi quel bambino nasce!
La seconda fase del gioco rappresenta la gestazione e si basa sul classico gioco dell’oca (che abbiamo ribattezzato “giro della pancia”) con dado e pedine, con cui l’embrione compie il viaggio della gravidanza, fino alla nascita.
È suddiviso in fasi che riproducono simbolicamente le tappe di ogni gestazione, permettendo a tutti bambini di esplorare in modo sereno e giocoso la loro storia personale. Le carte-imprevisto simboleggiano tutti gli eventi che possono accadere durante il viaggio del feto, a sottolineare come l’identità psichica del bambino inizia a formarsi già dal momento del concepimento.Mentre nella fase del concepimento i protagonisti sono i genitori, nella seconda fase il protagonista è il feto e il suo viaggio verso la nascita.
Chi può giocare a Bababa
Bababa ci ricorda le prime sillabe della lallazione, a significare che non è mai troppo presto per iniziare a raccontare a bambini e bambine la loro storia e non è mai troppo tardi per aggiungere dettagli non ancora raccontati.
Per iniziare a giocare con Bababa, infatti, non è necessario che il bambino abbia già mostrato interesse per temi come la nascita in generale e per la sua in particolare.Il gioco è quindi estremamente inclusivo, ovvero adatto ad adulti, bambini e bambine dai 5 ai 99 anni, circa.
Circa perché nessun libretto delle istruzioni può dirci con precisione l’età in cui un bambino è pronto per giocare. Possiamo però affidarci ad alcuni segnali che ci aiutano a capire se è arrivato il momento giusto.- Attenzione condivisa: il bambino riesce a rivolgere lo sguardo verso ciò che stiamo osservando ed è possibile stabilire con lui una connessione rispetto all’osservazione condivisa.
- Buon sviluppo del linguaggio: il bambino ha buona padronanza del linguaggio nella produzione, riesce ad esprimere concetti e a sostenere un dialogo con numerosi scambi significativi.
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Concentrazione prolungata nel tempo: il bambino riesce a mantenere l’attenzione su un gioco per 20-30 minuti.
Esperienza pregressa di semplici giochi da tavolo o giochi con regole.
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