{"product_id":"arabpop-rivista-di-arti-e-letterature-arabe-contemporanee-vol-10","title":"Arabpop. Rivista di arti e letterature arabe contemporanee Vol. 10","description":"\u003cp\u003e\u003cmeta charset=\"utf-8\"\u003e\u003cspan\u003eIl confine non è soltanto una linea tracciata sulle mappe: è una soglia viva, un punto in cui l’identità si incrina, si interroga, entra in crisi. È proprio ai margini che nascono le ibridazioni, dove accenti e culture si sfiorano e si trasformano a vicenda. Se sono evidenti – e spesso insormontabili – i muri materiali da attraversare per raggiungere l’altro o per migrare altrove, altrettanto concreti e difficili da scalfire sono quelli simbolici: barriere sociali, disuguaglianze, distanze invisibili che separano anche chi abita gli stessi spazi.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eMa questo decimo numero di \u003c\/span\u003e\u003cem\u003eArabpop\u003c\/em\u003e\u003cspan\u003e, \u003c\/span\u003e\u003cstrong\u003eMappe e confini\u003c\/strong\u003e\u003cspan\u003e, dimostra che le cartografie si possono anche sabotare, distorcere – come nelle opere di Razan al-Salah e Mona Hatoum – o, nel caso dell’artista egiziano El Masry, sovraricamare per svelarne i processi di potere che le producono. Diventa allora possibile metterle in discussione, aprire varchi e far franare la solidità dei confini, incrinare l'idea che possano esistere confini stabili entro cui leggere corpi, identità e appartenenza: dall’inafferrabilità delle frequenze radio di Radio Alger durante la rivoluzione algerina o di Radio Alhara a Betlemme, in Palestina, alla migrazione di piante e semi nell’area subsahariana fino alle ibridazioni dei corpi che – dal Libano ai Caraibi – riflettono la porosità delle identità diasporiche in continuo scambio e trasformazione.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eLe tante Palestine disseminate nel mondo raccontate dalla scrittrice Lina Merouane, e la storia della ferrovia che un tempo connetteva Gerusalemme a Beirut – che nulla a che vedere con una nostalgia coloniale, ma piuttosto con un sogno che persiste – chiudono l’intreccio di voci che, in questo numero, mostrano mappe e confini nella loro natura polivalente: strumenti che ordinano e feriscono, che tracciano separazioni e producono esclusioni, ma anche superfici instabili, permeabili, e da cui è ancora possibile (ri)partire.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Libreria Periferica","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58277182669145,"sku":null,"price":18.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0980\/9353\/1481\/files\/arabpop_n_10.jpg?v=1781268502","url":"https:\/\/libreriaperiferica.it\/products\/arabpop-rivista-di-arti-e-letterature-arabe-contemporanee-vol-10","provider":"Libreria Periferica","version":"1.0","type":"link"}